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Le Origini di Martina Franca Le origini di Martina risalgono al X° secolo ad opera di profughi di origine greco-bizantina, i quali, fuggiti dalla città di Taranto, per le devastazioni dei Saraceni, si rifugiarono sulle colline circostanti, sfruttando le risorse del territorio ed utilizzando inizialmente le grotte come ricoveri dando vita nel tempo ad agglomerati rurali detti Casali. I Casali erano sparsi tra boschi e rocce aguzze in latino murex da cui queste terre collinari hanno preso il nome di Murge. Intorno al 1300 il principe di Taranto, Filippo D’Angiò unificò tutte le popolazioni che qui si erano stanziate fondando un borgo fortificato munito di torri e di mura. Concesse inoltre agli abitanti un territorio di circa 3km intorno alla città, le “Terre Universali” in cui gli abitanti erano esentati dal pagare le tasse, da ciò deriva l’aggiunta di Franca al primo nome della città. Nell’età Angioina, Martina Franca fu feudo dei Loffredo di Monteleone, dei Tocco e degli Orsini. La situazione della città subì notevoli modifiche con l’avvento al potere degli Aragonesi che si può far risalire al 1460; questi favorirono lo sviluppo di una ristretta classe di agrari che usurpò le terre al resto degli abitanti, favorendo il nascere della piccola proprietà. Nel 1507 la città divenne Ducato dei Caracciolo del Leone, nobile e potente famiglia napoletana. Fu proprio con i Caracciolo che la classe agraria ottenne più potere sociale e si trasformò in una ricca classe aristocratica. Nel 1646 i martinesi esasperati da una politica repressiva, si ribellarono ai Caracciolo, i quali tuttavia riuscirono a conservare il loro feudo fino all’estinzione della famiglia avvenuta nel 1827. Martina Franca fu in seguito governata dai Borboni; avvenuta l’Unità d’Italia, si aprì prima alla dialettica liberale, poi alla dialettica democratica, ed attualmente vive una nuova stagione di autonomia civile e culturale, tra innovazione e tradizione, perseguendo con costanza ideali di crescita operosa.
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