Martina Franca -

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Quasi un «allarme» lanciato da Damiano Nicolella
Quel palazzo ottocentesco che potrebbe essere centro di pura cultura

I giovani dalla vita precaria e amori eterni non possono fare altro che riunirsi in piazza Crispi ed annoiarsi a morte mentre un gruppo di associazioni potrebbe gestire l’intera struttura

Damiano Nicolella, il creatore del sito www.pugliafedefolklore.it lancia questa proposta che è un allarme, in certo modo. «Esiste a Martina Franca, sul corso principale del centro storico, un bel palazzo ottocentesco, con quattro stanze dalle belle volte a stella al primo piano e altrettante al secondo, nonchè un bel terrazzo da cui si ha una vista incomparabile sulle altane barocche del centro storico.


Fino a qualche anno fa era sede di svariate associazioni, a cura del dinamicissimo Fabrizio Semeraro, in una sarabanda di suoni, risate e colori mediterranei. Nobiluomini con cappelli piumati e dame in lunghe gonne si aggiravano per le sue stanze, cantando villanelle e madrigali, giovani attori vi intrecciavano sceneggiate in napoletano, seducenti tanghi venivano ballati sulle chianche delle stanze al piano superiore, antichi oggetti della civiltà contadina ivi esposti meravigliavano i visitatori. Ma, ahimè, le cose belle finiscono sempre, Fabrizio, l’incomparabile regista di tutto questo, preso dai suoi molteplici impegni non ha più potuto gestire a pieno (con relativo recupero spese) un tale mondo rutilante di allegria e giovani energie, e tutto è venuto meno. Nessuno più s'affaccia a quei balconi, per le stanze vuote non risuona più una tarantella o un madrigale, le chianche in pietra segata raccolgono polvere. A ciò si aggiunge la rabbia per il fatto che a Martina, a parte i pub (dove comunque devi spendere soldi di consumazione per farti una chiacchierata con gli amici) non c'è uno spazio che sia uno per ritrovarsi e fare cultura in modo continuatito. Quelli della mia generazione (vita precaria ed amori eterni, per intenderci) la sera non possono fare altro che riunirsi in piazza Crispi al freddo (d’inverno) ed annoiarsi a morte, mentre se qualcuno vuole organizzare una mostra in un luogo centrale non sa dove andare a sbattere la testa, o peggio ancora, se vuole riunirsi con gli amici musicisti (perché a Martina i giovani talenti musicali sotto i trent'anni sono veramente assai, dal sottoscritto che canta stornelli e villanelle a chi suona il contrabbasso, o l’organo in chiesa) deve arrangiarsi in buchi di pochi metri quadrati».

Lanciato l’allarme, ecco la proposta: «un gruppo di associazioni si faccia carico dell’affitto della struttura. Io in quelle belle stanze dalle volte a stella farei: museo etnografico; mostra permanente della devozione popolare; archivio del folklore pugliese; archivio del Parco delle Gravine; sala riunioni; sala concerti; cene equosolidali e vegetariane (per chi lo è); sala conferenze; corsi di danze; ufficio di accoglienza del turista; associazioni culturali. Veniteci incontro, noi giovani siamo il futuro, e un paese senza futuro è un paese morto».

Gazzetta del Mezzogiorno