Come previsto, ieri, 26 settembre alle ore 19,00 presso la Sala del Centro Polivalente di Martina Franca, si è svolto l’incontro organizzato dalle Associazioni di Martina Franca A.M.A.R.DOWN (Associazione Martinese Autonoma Ragazzi Down ) e A.I.D.A. (Associazione per l’Integrazione Diversamente Abili) per problematiche inerenti i tagli delle ore di sostegno e integrazione scolastica .
Erano presenti il Sindaco Dott. Franco Palazzo, l’Assessore alle Politiche Sociali e della famiglia Avv. Luigi Carmine Chiarelli, le Assistenti Sociali del Comune di Martina Franca, la Dott.essa Rosaria De Leonardis Consulente Assessorato Politiche Sociali della Provincia di Taranto, il Dott. Domenico Casciano Dirigente Responsabile Servizio Socio Sanitario Integrato ASL TA1, i rappresentanti del UTR ASL TA 1 e del Centro OSMAIRM di Martina Franca, i Dirigenti delle scuole di ogni ordine e grado di Martina Franca ed i loro rappresentanti, i docenti di sostegno e non, i genitori, i giornalisti, e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di Martina Franca .
Esponiamo qui di seguito i temi affrontati e le determinazioni a cui si è pervenuto:
"E’ importante sottolineare la diffusa consapevolezza che per affrontare i temi connessi all'inserimento scolastico dei diversamente abili non si può puntare solo sull'impegno dell'istituzione scolastica, ma è altrettanto essenziale e ineludibile l'impegno delle istituzioni decentrate dello Stato quali i Comuni, le Regioni: con i piani di zona degli interventi e dei servizi socio sanitari, infatti occorre costruire il progetto globale di vita scolastica ed extrascolastica, come espressamente previsto dalle norme citate.
Punto fondamentale e fortemente qualificante del progetto deve essere l'attenzione rivolta alla qualificazione della formazione di tutto il personale coinvolto, per evitare che l'inserimento scolastico sia affidato interamente all'attività dell’insegnante di sostegno, poiché un orientamento del genere inevitabilmente porta verso l'emarginazione dalla classe, negando il diritto allo studio, quando, per motivi anche finanziari, si riduce la presenza di tali insegnanti.
E' quello che è accaduto negli ultimi anni.
A fronte di un incremento del numero degli alunni inseriti non è corrisposto un aumento degli insegnanti.
Questo dato si è ulteriormente aggravato nell'anno in corso.
Questa situazione ha determinato un atteggiamento dell'istituzione scolastica assolutamente inaccettabile: la presa in carico del diversabile non deve interessare solo l’ insegnante di sostegno, ma anche gli insegnanti curriculari, soprattutto nel primo e nel secondo grado della scuola superiore.
Alcuni genitori, infatti, sono stati invitati a ritirare i propri figli prima della fine dell’ orario scolastico, o addirittura a tenersi a casa i figli, nei giorni in cui non è garantita la presenza dell'insegnante di sostegno.
Ultimamente non si fa altro che parlare nelle scuole del bisogno di controllare il fenomeno cosiddetto del bullismo e dei problemi connessi alla frequenza degli alunni extracomunitari, mettendo tra parentesi le problematiche connesse all'inserimento scolastico dei diversamente abili.
L'art. 12 comma 3 L.104/92 indica come obiettivi dell'integrazione scolastica, la crescita negli apprendimenti, nella comunicazione, nella socializzazione, negli scambi relazionali.
Nella prassi spesso questi alunni vengono isolati dai compagni impedendo la realizzazione degli obiettivi indicati, gli interventi personalizzati vengono spesso "scambiati" per interventi individuali, contro la logica dell'integrazione.
Per questo le attività riabilitative si devono svolgere in orario pomeridiano, per non sottrarre gli alunni con disabilità all’esercizio del diritto allo studio.
L'assemblea ha sottolineato la necessità che il servizio di neuropsichiatria infantile mantenga la presa in carico degli alunni con disabilità per tutto il periodo di frequenza scolastica, anche oltre il raggiungimento della maggiore età.
Tra le altre cose l'art. 12 comma 5 L.. 104/92 e il DPR applicativo del 24/2/1994 stabilisce che alla formulazione del PDF e del PEI debbano partecipare le famiglie e tutti i docenti della classe. Ma le famiglie segnalano che non sempre vengono messe al corrente del progetto educativo e spesso sottoscrivono dei documenti già preparati o in bianco. Si sottolinea l’ importanza che tutta la documentazione deve essere disponibile in ogni tempo per le famiglie e che esse devono partecipare alla stesura e alla decisione del progetto educativo.
Sarebbe utile che fossero stipulati gli accordi di programma fra scuola, enti locali ed ASL di cui all'art. 13 comma 1 L.104/92, finalizzati anche alla programmazione coordinata dei servizi per l'integrazione di questi alunni.
Per esempio il servizio di aiuto personale è integrato con gli altri servizi sanitari e socio-assistenziali esistenti sul territorio.
L'art. 35 comma 7 della L. 289/2002 stabilisce che verranno concesse deroghe circa le ore di sostegno agli alunni certificati in situazioni di particolare gravità.
La prassi ha mostrato come per questi alunni più che molte ore di sostegno didattico possono risultare utili, talora, molte ore di assistenza per l'autonomia per realizzare prevalentemente gli obiettivi della comunicazione, della socializzazione, degli scambi relazionali.
La normativa prevede l'assegnazione di docenti per il sostegno esclusivamente agli alunni certificati con handicap.
Nella prassi, nelle scuole, sono presenti alunni con difficoltà di apprendimento non riconducibili alla disabilità e quindi non certificabili, che comunque necessitano di risorse umane supplementari.
Talora si sopperisce a tale mancanza con fittizie certificazioni di handicap; talora si utilizzano le risorse assegnate agli alunni con disabilità per risolvere anche questi problemi, svantaggiando ingiustamente gli alunni certificati.
Si impone la necessità di trovare risorse finanziarie ed umane anche per questi problemi, pena il collasso della qualità dell'integrazione e di tutto il sistema dell'istruzione.
L’incontro si è concluso chiedendo alle autorità competenti di adoperarsi per la positiva soluzione del problema partendo col rivedere le nomine di insegnanti di sostegno, integrando le relative ore assegnate e a studiare ogni possibile mezzo di intervento per realizzare una giusta integrazione.
Tutte le rappresentanze degli gli organi preposti e presenti hanno dato loro completa disponibilità ad aprire e continuare questo dialogo che da tempo noi associazioni richiediamo, il Sindaco ha anche lui assicurato totale partecipazione per la risoluzione del problema."
Grazia Pulito presidente A.I.D.A.
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