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DUO: Teatro e disagio mentale

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PROGETTO “I SAPERI DELLO SPETTACOLO”: promozione e formazione del pubblico.
DALL’EREDITA’ DI PAOLO GRASSI viaggio nelle pratiche d’oggi.

Sta riscontrando il favore del pubblico l’iniziativa Duo, dialoghi su musica teatro e realtà contemporanee, inserita nel progetto “I saperi dello spettacolo”: promozione e formazione del pubblico. Dall’eredita’ di Paolo Grassi viaggio nelle pratiche d’oggi, sostenuto dalla Regione Puglia, nell’ambito del Programma delle Attività Culturali 2007 ai sensi della L.R.6/04 art. 14 e organizzato dalla Fondazione Paolo Grassi in collaborazione con il C.R.E.S.T. di Taranto.
Nel prossimo appuntamento, che si terrà il 23 Novembre e che avrà come tema “Teatro e disagio mentale” sarà presente l’Assessore Regionale alle Attività Culturali e al Mediterraneo Silvia Godelli a testimoniare la crescente attenzione rivolta anche dalla Regione Puglia ai progetti della Fondazione dedicati alla formazione dal pubblico e e all’importanza sociale che il teatro sta rivestendo per l’integrazione delle diversità.


A condurre il seminario Nanni Garella, Regista, attore, direttore della Compagnia Teatrale “Arte e Salute” e Massimo Marino, Critico teatrale, Docente presso il Dams di Bologna.
L’incontro si svolgerà nella Sala del Museo delle Pianelle del Palazzo Ducale di Martina Franca e avrà inizio alle ore 16,00. Di seguito riportiamo un breve abstract relativo agli argomenti che verranno trattati nel corso del dialogo.

23 novembre Teatro e disagio mentale
Nanni Garella, Regista, attore, direttore della Compagnia Teatrale “Arte e Salute” e Massimo Marino, Critico teatrale, Docente presso il Dams di Bologna

Da alcuni anni il teatro rompe i suoi confini tradizionali, confrontandosi con forme di emarginazione quali il carcere e il disagio mentale. Una delle esperienze più rigorose in quest’ultima direzione è quella di Nanni Garella, regista e attore che dal 1998 lavora anche con pazienti dei servizi psichiatrici in modo continuativo. Non per scopi terapeutici, ma per fare arte, con corsi di formazione professionale e con spettacoli realizzati anche con attori professionisti
Il teatro, in questa esperienza dichiarata come esclusivamente estetica da Garella, affronta la vita quotidiana e i fantasmi dell’immaginario; percorre blocchi caratteriali, emarginazione, differenza, sofferenza. Se non permette di guarire (perché sicuramente non lo pretende), consente di indagare se stessi e i rapporti con gli altri. E di cercare strade per portare alla luce quanto di informe e minaccioso c’è. Non solo dentro coloro che sono stati etichettati come “pazienti psichiatrici” o “matti”, per anni. Dentro le malattie della “normalità di ognuno di noi.”