Martina Franca -

 4 visitatori online

Centro Storico a rischio

E-mail Stampa PDF
Addthis
Grido d’allarme da parte di due consiglieri comunali
“Il centro storico rischia ristrutturazioni selvagge”


Arriva dalla Regione Puglia una decisione in cui i consiglieri comunali Pasquale Lasorsa e Franco Mariella leggono un imminente allarme per l’urbanistica del centro storico di Martina Franca.
Secondo la Regione, infatti, al centro storico ed all’extramurale della capitale della Valle d’Itria si può applicare l’art. 9 comma 2 del d.p.r. 380/2001 che da la possibilità di abbattere integralmente e ricostruire gli edifici storici chiedendo solo che mantengano stessa sagoma e volumetria. Nell’ordine del giorno presentato dai due consiglieri, inserito nel consiglio del 6 febbraio scorso e non discusso, si chiede di “modificare immediatamente l’art. 13 comma 2 delle NTA (norme tecniche di attuazione) del PRG (piano regolatore generale) sostituendolo con un comma chiaro: nel centro storico e nella fascia circostante di 50 mt. non sono possibili altri interventi rispetto al risanamento ed al restauro conservativo”.

I due firmatari dell’odg definiscono “devastante” la decisione della Regione, in quanto si potrebbe “assistere ad una serie di micro interventi di sostituzione degli storici manufatti in pietra con edifici in cemento armato. Inoltre, in virtù di questa preoccupante novità, i proprietari potrebbero, nella ricostruzione, aumentare il numero dei piani”, semplicemente realizzando volte di 3 metri in luogo di quelle da 4,5. Ciò farebbe “perdere definitivamente ed irreparabilmente i caratteristici prospetti delle nostre antiche abitazioni, stravolgendo l’aspetto e la stessa identità del centro storico, una delle poche vere risorse rimasteci”.

Tutto questo perché manca un piano particolareggiato, e quindi si rende applicabile il famigerato secondo comma dell’art. 13 delle NTA, che consente l’esecuzione di interventi più completi rispetto al solo restauro e risanamento conservativo, proprio in assenza di detto piano. Il consigliere fa notare che il PP “non è mai stato neanche commissionato dall’amministrazione (che invece ha commissionato quelli di sperdute località di campagna maturando un debito con l’arch. Dell’Anno di oltre 300.000 euro)”. Alla luce di quanto detto, conclude Lasorsa, “occorre fare presto e sensibilizzare le coscienze facendo capire quale rischio si sta correndo, per evitare che si scateni una corsa all’abbattimento e ricostruzione nel centro storico e sull’extramurale. Sarebbe davvero la fine di ogni speranza di valorizzazione in chiave turistica delle nostre bellezze architettoniche”. L’appello è lanciato.

Matteo Gentile - Puglia Press