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Listini nei bar Taroccati

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Confcommercio Taranto smentisce l’ipotesi di prezzi prefissati e ritoccati: «E’ proibito dal Garante della Concorrenza». E attacca: «Un’iniziativa di qualche titolare che ha coinvolto i suoi colleghi»

MARTINA FRANCA - Una nota per smentire con fermezza una notizia e precisare la propria posizione.
La confcommercio di Taranto sostiene di non aver “mai elaborato e distribuito nei pubblici esercizi di Martina Franca un listino concernente le consumazioni nei bar con prezzi prefissati, nonché aumentati rispetto a quello precedente”. L’associazione dei commercianti, dunque, in merito a questo argomento afferma di non saperne assolutamente nulla ed evidenzia che il promotore dell’iniziativa è il “titolare di un bar, che ha realizzato autonomamente il listino e lo ha diffuso di propria iniziativa fra i colleghi”.
Secondo la Confcommercio, quindi, è stato un esercente ad approntare il nuovo listino e a sottoporlo all’attenzione degli altri operatori del settore. Il comunicato stampa del sodalizio che riunisce i commercianti apre, quindi, un caso sui prezzi dei bar della città, che secondo la stessa sarebbero stati ritoccati verso l’alto rispetto all’ultimo listino. Il sodalizio, inoltre, mette al corrente i titolari degli esercizi che le disposizioni del Garante per la concorrenza impedisce agli stessi la possibilità di fare cartello e di mettersi, quindi d’accordo sui prezzi da imporre. “Da anni, invece, secondo le disposizioni dell’autorità per la concorrenza (Antitrust) è vietata agli esercenti e alle loro associazioni la possibilità di concordare i prezzi da esporre al pubblico. Di conseguenza, l’associazione si limita ormai da tempo a fornire ai propri iscritti indicazioni sull’andamento dei costi delle materie prime e dei servizi utili alla definizione dei prezzi da praticare”.

Negli ultimi anni, l’associazione sostiene di aver rivolto diverse volte agli operatori “l’invito a contenere al massimo gli aumenti dei prezzi al consumo in modo da contribuire al contenimento del tasso di inflazione in un così difficile momento di stagnazione dei consumi e di difficoltà da parte delle famiglie”. La Confcommercio, infine, ricorda ai titolari delle licenze e ai gestori delle attività che secondo la normativa vigente (articolo 180 R.D. del 6 maggio 1940 numero 635), “l’esposizione del listino-prezzi è obbligatoria, così come la riproduzione a stampa di alcuni articoli del Testo Unico e del Regolamento di esecuzione e che entrambi i cartelli sono a disposizione degli associati presso tutti gli uffici”. Si tratta di una precisazione e, al tempo stesso, di un richiamo al rispetto delle regole: l’associazione commercianti fa sapere in sostanza di non aver avuto mai a che fare con questa storia del nuovo listino-prezzi.

Corriere del Giorno