La storia del dottor Ceci. Si è offerto di fare volontariato in un reparto dell’ospedale dove il personale è carente, ma l’Asl gli ha risposto burocraticamente: «Serve un concorso»MARTINA FRANCA - Si dice disponibile ad assistere gratuitamente gli ammalati di tumore presso l’ospedale di Martina, ma sostiene di aver già ricevuto una risposta negativa in tal senso da parte del direttore generale dell’Asl, Marco Urago.
Il dottor Angelo Ceci, specialista in oncologia, appresa la notizia della carenza di oncologi, si è offerto volontario, non ottenendo, però, il via libera dai vertici dell’Asl di Taranto. Trovando in pratica un ostacolo nella burocrazia. “Nei giorni scorsi ho avuto un colloquio con il direttore generale dell’Azienda sanitaria - racconta il medico martinese- Gli ho detto che ero pronto a lavorare e dare una mano ai colleghi per un euro al mese (la cifra è simbolica). Urago, però, mi ha
fatto presente che non riteneva possibile una cosa del genere, sostenendo che avrei dovuto superare prima il concorso per assistente di oncologia, concorso del quale non mi importa assolutamente nulla. Ho compiuto cinquantasei anni, il mio lavoro mi dà soddisfazioni ed ho mosso questo passo solo perché voglio aiutare i malati”.
Il dottor Fulvio Fanelli, il dirigente del servizio di oncologia del nosocomio cittadino, una decina di giorni addietro, ha sottolineato che avrebbe potuto garantire a partire dal 2 maggio solo la prima visita e due controlli al giorno (la segnalazione è stata effettuata attraverso l’invio di una missiva ai dirigenti dell’Asl), a causa del troppo lavoro. Fanelli, inoltre, ha fatto presente che le due infermiere devono anche occuparsi dell’accettazione degli ammalati, oltre che delle visite e della somministrazione della chemioterapia. Il primario ha messo in risalto il fatto che gli standard di servizio prevedono non più di dieci somministrazioni e quattro visite, mentre il carico di lavoro quotidiano sarebbe superiore. Due infermieri e un altro oncologo: è questa la richiesta inoltrata dal primario alla direzione dell’Azienda sanitaria locale di Taranto.
Il dottor Angelo Ceci, appresa questa situazione, si è fatto avanti, ma senza ottenere la risposta che si aspettava. “Mi permetto di proporre una soluzione - spiega il medico Ezio Stefàno - in grado di aggirare l’ostacolo che il dottor Urago ritiene insormontabile e di soddisfare il desiderio del dottor Ceci di rendersi utile per i malati dell’ospedale di Martina Franca. Il dottor Ceci dovrebbe accettare l’incarico di responsabile sanitario di un’associazione di volontari in campo ematologico, associazione che ha già dichiarato a me la sua disponibilità in tal senso, e così in tale ruolo avrebbe non solo la possibilità ma il diritto a dedicarsi, in modo volontario e gratuito, agli ammalati che si rivolgono alla struttura pubblica.
Corriere del Giorno
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