L’architetto spagnolo Intxausti, assieme ad un gruppo di colleghi, è rimasto affascinato dal Barocco: «Ma serve un serio piano di recupero. Bilbao ha dimostrato che dal caos può innescarsi un processo di rinascita»MARTINA FRANCA - “Bisogna istituire uno specifico ufficio comunale e varare un serio piano di recupero. Occorrono uno studio approfondito e regole serie”.
Questa la ricetta di Juan Ignacio Intxausti, architetto di fama internazionale, per curare il centro storico di Martina. Il docente universitario (insegna presso le università di Salamanca in Spagna e di Sassari in Sardegna) assieme a 35 colleghi di Bilbao, è stato invitato nella capitale della Valle d’Itria dall’ordine degli architetti e degli ingegneri e dal collegio dei geometri della provincia di Taranto. Una lunga passeggiata mattutina tra gli stretti vicoli del centro storico, un salto a Palazzo Ducale e la visita alla Basilica di San Martino. Gli architetti spagnoli hanno avuto modo di verificare le condizioni (pietose) in cui versa la zona più bella del paese, abbandonata a se stessa e invasa dalle automobili (le vetture a colpi di clacson cercavano di farsi largo tra la delegazione iberica).
“La caratteristica della parte antica di Martina - ha spiegato in un buon italiano il noto urbanista iberico - è la sua eccezionale complessità. L’architettura è bella e molto interessante, ma serve un attento progetto di riqualificazione che ne metta in risalto le peculiarità. Il problema più evidente? I cavi elettrici volanti per dirne una. Evidentemente nessuno prima di iniziare i lavori ha tenuto in considerazione questo aspetto. Senza uno studio approfondito non è possibile pensare di risollevare le sorti della zona antica e, quindi, dell’intera città. Senza dimenticare che tutto deve girare attorno ai giovani, perché il futuro sono loro”.
Il borgo antico - secondo il progettista della stazione centrale della Ferrovia di Bilbao-Abando e del restauro del quartiere La Cruz nel centro storico di Bilbao - deve garantire determinati servizi e attività commerciali in grado di soddisfare le esigenze dei suoi abitanti. “Architettura e cultura formano un binomio inscindibile – osserva l’architetto Intxausti -: il progetto di recupero e sviluppo deve tener conto di questo. Solo così è possibile rilanciare l’economia”.
Bilbao dieci di anni addietro era una città industriale in declino: l’apertura del Guggenheim Museum ha premiato gli sforzi compiuti dall’Amministrazione comunale spagnola, che ha saputo guardare avanti. La cittadina è rinata, perché la costruzione di uno dei musei più famosi al mondo ha consentito il recupero delle aree circostanti, dando un nuovo volto alla cittadina dell’Euskadi. “Bilbao ha dimostrato all’intero pianeta che da caos può svilupparsi un processo di rinascita”.
A Martina, invece, gli amministratori non sono stati altrettanto lungimiranti: sono rimasti con le mani in mano e quelle poche volte che sono intervenuti hanno provocato danni irreparabili. “Hanno modificato la pavimentazione del centro storico togliendo le pietre laviche e le chianche? Questo significa che non c’è stata alcuna valutazione”.
Corriere del Giorno
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