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Palazzo nuovo sindaco

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Eletto al primo turno (52 per cento circa) con la coalizione di centrodestra
Ora bisogna riappacificare la Cdl. L’Unione resta tale solo di nome

Solo in nottata se ne sarebbe avuta l’ufficialità, ma l’elezione di Franco Palazzo a sindaco di Martina Franca è praticamente un fatto. Tutti i comitati elettorali, in tarda serata, davano per scontato questo risultato, con il 52% circa a beneficio dell’ex direttore di banca, ex assessore della giunta-Punzi fino a 20 anni fa, poi, dopo un volontario esilio dall’attività politica, il ritorno, al livello massimo. Il centrodestra si conferma, dunque, alla guida amministrativa di Martina.


Sul piano dell’ufficialità, i risultati sono giunti all’ufficio elettorale comunale con lentezza, considerato che a mezzanotte solo 17 delle 44 sezioni erano state scrutinate, con il risultato a beneficio di Palazzo che comunque andava profilandosi, e nella misura leggermente superiore al 51%. Franco Palazzo (Udc, Forza Italia, An, Martina prima di tutto, lista Palazzo) ”doppia” il candidato sindaco del centrosinistra, Giandomenico Bruni (Ulivo-lista Florido-Rifondazione comunista) attestatosi attorno al 25%, mentre Anania Chiarelli, candidato centrista (Democrazia cristiana, Italia dei valori, Italia di mezzo) e Pasquale Lasorsa, della lista AmoMartina-socialisti autonomisti, hanno ottenuto risultati certamente dignitosi, rispettivamente intorno al 14% e all’8%. Una presenza, una testimonianza, per la cenerentola del gruppo, il Pdci con il candidato sindaco Franco Massafra.

La vittoria di Franco Palazzo potrebbe essere considerata un bicchiere mezzo pieno, mezzo vuoto: in quest’ultimo caso, perché Palazzo ottiene ben meno del 67% spettato al suo predecessore Leonardo Conserva, mentre è da considerare mezzo pieno in quanto si vince anche con un “semplice” 50%+1 dei voti. Giunto a questo risultato, Palazzo la fascia da sindaco la indossa, comunque sia. E una vittoria è un modo perfetto per nascondere, o superare, i problemi, che in seno alla Cdl certamente esistono, se si considera che Franco Palazzo ottiene anche una percentuale inferiore, secondo le stime intorno al 7-8%, rispetto alle liste componenti la sua coalizione. Adesso per il nuovo sindaco, prima della partenza della vicenda amministrativa, si porrà anche, forse, il problema, o la prospettiva, di riappacificare in maniera definitiva la Cdl martinese.

Chi ha grossi problemi, e non li nasconde neppure una vittoria ma li acuisce una sconfitta, è il centrosinistra, l’Unione che si è dimostrata tale solo nominalmente, ma che ha messo in campo, alla fine, quattro candidati alla carica di sindaco, per fronteggiare Palazzo. I comunisti italiani hanno optato per una candidatura realmente di sinistra, Chiarelli e Lasorsa hanno rappresentato le istanze di chi non ci stava a farsi imporre dall’alto delle segreterie provinciali una candidatura forse non completamente voluta dalla base, e alla fine Giandomenico Bruni si è ritrovato con un pezzo di centrosinistra, a sostenerlo. E i risultati sono stati, probabilmente, la logica conseguenza di un percorso fatto non nel senso dell’unione, ma della spaccatura in seno al centrosinistra.
Che adesso è chiamato a un urgente esame della situazione, soprattutto per quel che riguarda la leadership, magari estendendo a livello provinciale l’autocritica, visto che non se la passavano benissimo neppure nel capoluogo, quelli dell’Ulivo e della lista Florido, conseguenza della stessa metodologia di scelta applicata per Martina. Anzi, fatta subire a Martina, tanto da aver provocato la fuga dalla vicenda elettorale, di esponenti come Antonio Scialpi (da molti, ma non dai vertici, sarebbe stato voluto candidato sindaco del centrosinistra), Franco Ancona, Lorenzo Micoli, l’ex sindaco Bruno Semeraro. Importanti i risultati, a livello personale, di Anania Chiarelli e Pasquale Lasorsa (considerevole il voto disgiunto a loro beneficio) a testimonianza del fatto che i fuoriusciti dal centrodestra martinese avevano ancora un loro ruolo da giocare. Per quanto riguarda le liste, sembra profilarsi un successo per Forza Italia, in particolare. Per il nuovo sindaco, sul piano amministrativo subito una questioncina facile facile: il bilancio preventivo 2007, di cui parliamo a parte.

Gazzetta del Mezzogiorno