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Enel non lasci Martina

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Il sindaco Palazzo scrive la sua prima lettera ufficiale ai vertici dell’azienda
«Il nuovo modello organizzativo aziendale non tiene conto delle esigenze dell’utenza, che va considerata cittadinanza più che “semplice” clientela»


Prima presa di posizione del nuovo sindaco. E Franco Palazzo, senza mezzi termini, si dice contrario alla paventata chiusura del settore tecnico Enel di Martina. L’avevamo anticipato nei giorni scorsi, quel settore (Eneldistribuzione) dovrebbe essere “tagliato” assieme ad altri di tutta la Puglia, nell’ambito di un riordino deciso dall’azienda e che dovrebbe aver luogo da luglio.

Ipotesi che “penalizza oltre ogni misura questa città” scrive il sindaco di Martina Franca ai responsabili Eneldistribuzione nazionale e regionale, e per conoscenza al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e all’assessore regionale alle attività produttive Sandro Frisullo. Il sindaco sottolinea che il nuovo modello organizzativo aziendale non tiene conto delle esigenze dell’utenza, che mai come in casi di servizi pubblici va considerata cittadinanza più che “semplice” clientela. “Un modello organizzativo azienda che, di fatto, opera a discapito della stessa qualità dei servizi tecnici che la medesima Enel ha finora erogato alla nostra utenza”.

Sono circa 48 mila le connessioni che, nel territorio compreso fra Martina, Crispiano e Montemesola, la struttura martinese gestisce, “con diffusa presenza di impianti industriali di altissimo livello e commerciali di servizio”. Uno degli aspetti considerati più gravi della decisione dell’Enel, è il “mancato confronto con le istituzioni politiche locali, che non ha fatto adeguatamente considerare tutte le esigenze più complesse, dipendenti e conseguenti dalla situazione infrastrutturale, viaria e orografica del territorio di Martina Franca. Tutto, cioè, si indirizza verso l’evidenza di disservizi diffusi per la popolazione e per le imprese”. Sulla scorta di tutte queste considerazioni Franco Palazzo chiede “la sospensione dell’avvio operativo della nuova struttura organizzativa territoriale della rete elettrica e un incontro-confronto per la definizione di quanto necessario da tenersi con ogni sollecitudine”.

Gazzetta del Mezzogiorno