Martina Franca -

 3 visitatori online

Palazzo si dimette

E-mail Stampa PDF
Addthis
Ieri sera l’annuncio in consiglio comunale

Quattro mesi meno un giorno. Tanto è durato Franco Palazzo sindaco, e ieri alle 7 e 25 di sera Palazzo si è dimesso. Lo ha fatto durante il consiglio comunale, il terzo naufragio su tre della sua amministrazione, e lo ha fatto quando ha capito che neanche ieri avrebbe avuto una maggioranza a sostenerlo.


Un centrodestra incapace di eleggere il presidente del consiglio comunale, incapace di assicurare al sindaco una maggioranza per i fondamentali equilibri di bilancio, incapace di esaminare provvedimenti di importanza-chiave come l’ampliamento della Martina-Alberobello o la variazione di bilancio per garantire l’avvio (a metà novembre) della mensa nelle scuole materne, è un centrodestra che non funziona. Lo ha capito anche Palazzo e ieri ha rassegnato le dimissioni, dopo circa un’ora di dibattito consiliare in cui si è parlato dell’altra “perla” di questa brevissima amministrazione: errori procedurali a raffica nel convocare il consiglio comunale.
A chi spettasse, se al primo cittadino o al consigliere anziano, la convocazione della seduta di ieri, è stato il tema in discussione. «Terrificante» il debutto per il nuovo segretario generale comunale, Perrone, che ha forse battuto un record del mondo: lei si insedia, il sindaco si dimette. La maggioranza della Cdl che vinse le elezioni di fine maggio, anche ieri si è mostrata disgregata e sbagliava clamorosamente chi diceva che il gruppo Nessa-Chiarelli avrebbe potuto fare la voce grossa, con 16 consiglieri sindaco compreso, per eleggere il presidente del consiglio comunale e da lì, avviare l’amministrazione. Quella parte di Forza Italia non è stata seguita dal primo degli eletti, Michele Muschio Schiavone che ieri ha letteralmente messo in ginocchio l’apparato comunale rilevando l’errore di convocazione della seduta, né da altri di Forza Italia (Passoforte e Giacobelli) né da Antonio Morelli, di Martina prima di tutto; Martino Gelsomino, della lista Palazzo; Paolo D’Arcangelo, dell’Udc; Emiliano Nardelli, di An.
Loro chiedevano l’azzeramento della giunta, perché si potesse partire con un’amministrazione davvero collegiale. Non sono stati ascoltati. Il sindaco ha 20 giorni di tempo per ritirare le dimissioni. Ma con una maggioranza che non si guarda in faccia, è dura.

Gazzetta del Mezzogiorno