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La mediateca comunale in crisi sta per scadere il servizio in appalto

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Palazzo DucaleEppure gli utenti iscritti sono passati dai 193 del 2003 ai 2.482 di oggi
L’opera finora svolta dalla cooperativa «Imago» termina il prossimo 18 aprile. I consiglieri comunali del Pd chiedono che il servizio sia gestito direttamente dal Comune

Ma come può essere dimesso un servizio innovativo come quello della mediateca comunale? Presentata sei mesi fa scarsi, sembrava la giusta evoluzione del servizio bibliotecario del Comune, con l’innovazione tecnologica che lo rendeva (e lo rende tuttora) efficiente e adeguato ai tempi, una delle poche cose adeguate ai tempi dalle parti di palazzo ducale. Al 31 marzo, erano 2482 i cittadini iscritti al servizio, decisamente un bel numero, in così pochi mesi di tempo. Senonché, il 18 aprile scadrà l’appalto con la coop “Imago” che finora ha svolto questa eccellente opera.

Varie proteste si sono susseguite in questi ultimi giorni, e varie iniziative di sensibilizzazione affinché l’amministrazione comunale eviti di incorrere in un altro scivolone (vedi appalti dei parcheggi, dei centri di accoglienza per i minori a rischio e compagnia bella). Ora c'è anche un’interpellanza urgente presentata dai consiglieri comunali del Pd, il capogruppo Giandomenico Bruni e Donato Bufano, Francesco Basile e Romano del Gaudio. I quali rammentano che la mediateca è fruita da utenza di ogni fascia di età e ogni fascia sociale. «Dal 2003 ad oggi si è passati da 193 utenti iscritti a 2482, a dimostrazione dell’utilità del servizio reso ai cittadini sia di Martina Franca e sia di altre città; la prevalenza degli utenti del servizio appartiene alla categoria degli studenti sia universitari, sia delle scuole superiori e medie; gli utenti iscritti appartengono a tutte le fasce d’età, con punte di maggior utenza tra i 15-19 anni, 20-24 anni, 25-29 anni, 30-39 anni».

Bisogna intervenire «con urgenza» sottolineano Bruni, Bufano, Basile e Del Gaudio, «al fine di scongiurare disservizi agli utenti sempre più numerosi, atteso che, salvo diverse determinazioni, il servizio di mediateca dovrà essere gestito direttamente dal Comune». Già, ma quelli del Comune, da soli saprebbero farlo? Non è l’unico interrogativo.
Anzi, i quattro firmatari dell’interpellanza vogliono anche sapere dal sindaco Palazzo, e lo vorranno sapere proprio nel consiglio comunale del 17 aprile (vigilia della scadenza dell’appalto della mediateca) «le ragioni per le quali, essendo imminente la scadenza, non si è ancora provveduto a trovare la soluzione del problema; quali atti intende porre in essere l’amministrazione per assicurare continuità con standard di livello adeguato al servizio di mediateca» .
C'è una cosa che funziona: non distruggiamo anche questa.

Gazzetta del Mezzogiorno