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I saperi dello spettacolo 2008: Mettiamoci all'Opera

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Mettiamoci all'opera 2008Istruzioni per l’uso degli spettacoli del 34° Festival della Valle d’Itria

PROGETTO “I SAPERI DELLO SPETTACOLO”: promozione e formazione del pubblico.

DALL’EREDITA’ DI PAOLO GRASSI viaggio nelle pratiche d’oggi

 Iniziativa promossa dalla Regione Puglia - Assessorato al Mediterraneo in collaborazione con la Fondazione Paolo Grassi – Onlus nell’ambito delle Attività Culturali ai sensi della L.R. 6/04 art. 14

Alla vigilia della nuova edizione del Festival della Valle d’Itria, la Fondazione Paolo Grassi torna a promuovere un laboratorio dello spettatore, rispondendo ad un’esigenza diffusa sul territorio di conoscere, approfondire e comprendere al meglio i linguaggi dell’opera, le scelte artistiche del Festival ed ancor più le opere allestite in questa 34° edizione.
La scelta, rigorosa ed ambiziosa, di proporre titoli inediti e programmi di raro ascolto coniugata alla qualità delle produzioni ha definitivamente consacrato la manifestazione martinese nel ristretto Olimpo dei più importanti festival internazionali di musica d’opera ed anche il pubblico ha sempre assicurato una partecipazione attenta, reagendo alle proposte con osservazioni pertinenti ed entusiasmi. La Fondazione Paolo Grassi ha maturato da anni, in conseguenza dei risultati conseguiti dal Festival, la consapevolezza di poter e dover attivare, anche in relazione agli spettacoli in programma, efficaci strumenti di crescita per la comunità – non solo martinese -  a cui rivolgere una proposta culturale ampia e trasversale rispetto ai diversi linguaggi del teatro musicale.
Mettiamoci all’Opera, istruzioni per l’uso degli spettacoli del 34° Festival della Valle d’Itria è un invito esplicito lanciato dalla Fondazione a sé stessa e al suo interlocutore privilegiato, il pubblico, anzitutto gli ormai affezionati frequentatori delle iniziative del Laboratorio dello spettatore, perché intorno ad un progetto culturale ed artistico  si sviluppino dialogo, incontro, ma anche ad sane e concrete capacità di operare, di essere cittadini attivi. Obiettivo dichiarato della programmazione della Fondazione è la creazione di una vera e propria “Accademia dello spettatore” che contribuisca a fornire strumenti adeguati per la lettura degli spettacoli e per la crescita della consapevolezza della funzione storica e sociale dello spettacolo dal vivo.
Dal 12 al 21 luglio il debutto in palcoscenico delle opere liriche in programma al Festival si intreccerà con la realizzazione di sei diversi incontri con registi, critici e studiosi che incontreranno  il pubblico presso il chiostro del Convento di S. Antonio.
Ad aprire la serie,  sabato 12 luglio alle ore 20,  sarà lo stesso direttore artistico del Festival, M° Sergio Segalini, con una conversazione dal titolo Opera: riflesso del potere, specchio delle società, che propone agli ascoltatori riflessioni ormai ineludibili sul senso del teatro musicale, dell’opera lirica nei suoi molteplici e sfaccettati legami con la storia e la società. Riflessioni rese ancora più attuali dall’esigenza di fornire risposte al pubblico contemporaneo sul ruolo che il teatro d’opera può ancora svolgere in modo profondo, forse anche grazie ad alcuni valori universali che lo ispirano, nelle culture e nelle società contemporanee.

Lunedì 14 alle ore 20  Regia d’opera: confessioni e tradimenti a cura di Alessio Pizzech, regista della prima opera in programma, Il Re Pastore di Piccinni.
Di origini toscane, il giovane regista da anni alterna regie teatrali a regie di opera, frequentando con successo i maggiori festival nazionali. Suoi anche alcuni importanti progetti (Cantiere teatro, Teatro ed etica, Il teatro nella fiaba) destinati al territorio con il coinvolgimento anche di attori non professionisti.
Ci parlerà della sua esperienza aiutandoci a comprendere l’approccio che lega comunque uno spettacolo al suo regista. Non solo amore, ma rigore e ricerca.

Martedì 15  alle ore 18.30  Eroi pastori e tragiche passioni: dall'opera seria al melodramma, da Metastasio a Mercadante a cura di Massimo Marino, critico teatrale, Docente presso il Dams di Bologna.
Un excursus storico musicale attraverso le opere in cartellone: tra Il re pastore di Metastasio, del 1765, e Pelagio, ultima opera di Saverio Mercadante del 1857, corrono poco meno di cento anni, durante i quali l’opera si trasforma, mutano i personaggi, la storie, i valori. Dagli echi della favola pastorale cinquecentesca, dalle eteree vocalità degli evirati cantori si passa a un mondo di contrasti forti e netti, in cui la lotta per la libertà delle passioni si collega alla lotta per la libertà politica arricchendo di intrighi l’interesse delle trame e dei loro abiti musicali.

Mercoledì 16 alle ore 20 Miraggi firmati, ..(non) prendere caramelle dagli sconosciuti…, a cura di Carlo Michele Schirinzi, regista e studioso di cinema.
Un flash, uno sguardo diverso sulla trama dell’opera Il Re Pastore, per suggerire altre visioni, altri linguaggi per raccontare il tipico scambio di persona. Il giovane filmaker salentino sulle interferenze che il miraggio può causare in chi lo subisce  presenterà due film: un suo corto DAL TOBOSO e LENINGRAD COWBOYS GO AMERICA di Aki Kaurismaki.

Dedicati al melodramma giocoso e al metateatro espressi dal Don Bucefalo che debutta il 20 luglio, saranno gli ultimi due appuntamenti:  

Venerdì 18 alle ore 18.30 Cantatrici, musica e maestri: l'opera che ride dell'opera, a cura di Massimo Marino.
Don Bucefalo, melodramma giocoso,  è una di quelle opere che giocano sulla musica trattando di musica, spesso inventando soluzioni musicali ad alto tasso di comicità, mettendo alla berlina divi e poveracci che vorrebbero diventare stelle del firmamento operistico, squarciando veli su qualche realtà del Settecento e del primo Ottocento. Con le firme di semplici mestieranti o di musicisti illustri come Mozart, Cimarosa, Haydn, Salieri, Donizetti.

Lunedì  21 alle ore 20   La vita in maschera, a cura di Nicola Viesti, critico teatrale.
Il teatro nel teatro è l'espediente per affermare, ancora una volta, la circolarità di una scena che sfruttando l'artificio giunge alla rappresentazione di una realtà mascherata. Nel Don Bucefalo di  Antonio Cagnoni, ad esempio, il gioco si fa lieve e sorridente, palcoscenico per un esibizionismo malizioso e verace, ma anche per l’espressione della capacità del teatro di riflettere su sé stesso e, di conseguenza, sulla condizione umana.

Programma e relatori sono di certo stimolanti e capaci di schiudere nuove e interessanti prospettive di visione e di ascolto, non solo degli spettacoli del Festival ma anche delle dinamiche culturali di oggi, come ben sanno gli affezionati partecipanti dei tanti laboratori dello spettatore fin qui realizzati. La partecipazione è libera e gratuita. In più i frequentanti più assidui saranno premiati, infatti coloro che seguiranno almeno cinque dei sei incontri previsti riceveranno un biglietto omaggio per l’ingresso a un’opera da loro scelta fra quelle in programma in questa edizione 2008 del Festival.
Anche per questa iniziativa la Fondazione Paolo Grassi (tel. 080/4306763 – info@fondazionepaolograssi.it) collabora attivamente con il C.r.e.s.t., presso i cui uffici sarà anche possibile ricevere informazioni o iscriversi al laboratorio. Info tel. 099/4725780 -4725811 – info@teatrocrest.it