Prima del Consiglio l'annuncio del sindaco, poi si va in aula e la maggioranza si arena nuovamente sulla surroga di SemeraroDopo i segnali lanciati all'Udc, nuovo passo in avanti. Per le 140 case, però, nulla da fare
MARTINA FRANCA - In ballo ci sono due provvedimenti edilizi relativi ad altrettanti progetti presentati dall’impresa edile martinese Sinergie immobiliari srl per la costruzione di un centinaio di alloggi che verrebbero realizzati sulla scorta della legge regionale numero 12 del 21 maggio 2008 (approvata dal centrosinistra). Ma la prima, lunghissima, parte della seduta del Consiglio comunale di ieri sera è tutta incentrata sulla surroga dell’ex consigliere Semeraro con Vincenzo Montanaro.
Per la seconda volta di fila, i consiglieri si incartano su una questione banalissima, ovvero la sostituzione di un loro collega che ha accettato la carica di assessore e, quindi, si è dimesso. La maggioranza non ha i numeri e l’opposizione non intende procedere alla surroga: si discute per ore, poi tutto finisce come al solito, senza il numero legale.
Va rilevato, inoltre, che prima della seduta il sindaco annuncia di «essere intenzionato a completare la Giunta, nominando altri assessori». I nomi? Il sindaco non si sbilancia, ma ricorda che di recente ha lanciato segnali di apertura nei confronti dell’Udc.
Tornando alla vicenda dei provvedimenti edilizi, il consigliere D’Arcangelo (Udc) commenta che la «richiesta di discussione (della seduta di ieri, ndr.) è stata sottoscritta anche da me, insieme ad altri consiglieri comunali, ma la convocazione dell’assise, operata autonomamente dalla presidenza del Consiglio, è coincisa con un mio precedente impegno in Roma assunto improrogabilmente per lo stesso giorno. Le mie considerazioni muovono dalla nota esigenza avvertita da buona parte della città di adottare misure urgenti e strumenti urbanistici idonei e fronteggiare l’emergenza abitativa che nella nostra città si presenta sotto la duplice realtà della mancanza di alloggi da cedere in proprietà o in locazione e dei prezzi insostenibili richiesti per le poche unità abitative disponibili sul mercato».
Proprio della legge 12 «ho chiesto che si discutesse in Consiglio comunale, approfittando della richiesta di un costruttore privato, non certo per approvare acriticamente i progetti presentati ma per aprire una discussione sulla politica abitativa che l’Amministrazione non riesce a darsi e per stimolare e impegnare sindaco, Giunta e Consiglio ad esperire tutti gli adempimenti previsti da questa e da altre leggi».
La coordinatrice della Cgil di Martina, Isa Massafra, afferma, invece, che «non è inutile ricordare che laddove la realizzazione degli interventi Ers (Edilizia residenziale sociale ndr) sia affidata ai proprietari delle aree, i Comuni devono prevedere, a monte, una procedura competitiva di evidenza pubblica per valutare le migliori offerte arrivate dai proprietari delle aree, poiché ai criteri di valutazione delle offerte quali la cessione al Comune della quota minima del 10% degli alloggi realizzati, possono aggiungersene altri, indicati dal Comune, quali, l’aumento degli anni di fitto, l’aumento della quota di alloggi da cedere al Comune».
Gazzetta del Mezzogiorno
15/10/2009
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