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Udc-Palazzo: trattativa aperta

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news su Martina FrancaIl consigliere Marzulli non chiude la porta al dialogo col sindaco. Anzi, rilancia: «La città va salvata dal degrado»
Lo scoglio è il Riequilibrio di Bilancio con i centristi che potrebbero essere determinanti

MARTINA FRANCA – Gli equilibri di bilancio all’orizzonte.
Il Consiglio comunale affronterà questo argomento, numero legale permettendo, giovedì alle 19,30 (seconda convocazione ore 21). Prima, però, come rilevato nei giorni scorsi, dovrà superare il solito scoglio: la surroga dell’ex consigliere comunale, Pino Semeraro, che si è dimesso per ricoprire la carica di assessore, con Vincenzo Montanaro. Le elezioni anticipate sono uno spettro che tutti o quasi vogliono scacciare. In questa circostanza, dunque, la massima assise cittadina, per evitare la fine anticipata dell’esperienza amministrativa in corso, dovrebbe riuscire a superare anche la questione sulla quale si è arenata due volte di fila, ovvero la surroga di Semeraro, votando successivamente gli equilibri di bilancio. Quanto ai numeri, va detto che nel centrodestra siamo alla resa dei conti (o poco ci manca) tra i vari gruppi (Muschio Schiavone, Scialpi e Gelsomino con le loro assenze l’ultima volta hanno impedito al Pdl di andare avanti).
Le opposizioni non sembra abbiano intenzione di dare una mano al primo cittadino e quindi l’ingresso in maggioranza dell’Udc risulterebbe determinante. Intanto, come anticipato di recente, il consigliere Mino Marzulli ha abbracciato la causa del partito di Casini, cui il sindaco Palazzo, di recente, ha lanciato segnali di apertura.
Secondo Marzulli, la politica «ad ogni livello si presenta con una raffigurazione dominate da contrapposizioni e litigiosità ed è percepita, come poco produttiva e molto lontana dalla gente e dai suoi problemi vitali. La politica con le sue divisioni, polemiche, incapacità di assumersi la responsabilità di amministrare e rendere vitali e operativi gli organi del governo locale, risulta bloccata e, nell’opinione generale, responsabile della crisi che, in una relazione di causa ed effetto, si registra ad ogni livello della vita cittadina (economico, sociale, culturale). Da parte mia - prosegue -, non avendo la presunzione di risolvere da solo la grave crisi istituzionale che sta avviluppando la classe politica martinese, ma animato dal solo desiderio di concorrere a determinare condizioni nuove nei rapporti tra i singoli e tra i partiti, capaci di favorire la semplificazione dell’at - tuale quadro politico in cui si riaggreghino le varie sensibilità che si riconoscono in comuni valori e in una comune strategia operativa, al solo fine quindi di fare un tentativo di salvare Martina da un degrado in crescendo pauroso, ho chiesto di aderire all’Udc per continuare organicamente con questa forza politica in Consiglio comunale e nella città la mia esperienza politica».

Corriere del Giorno
19/10/2009