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Urbanistica missione barese per risanare le periferie

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Il vicesindaco Fumarola ha incontrato l’assessore Barbanente. L’esempio Japigia per la zona 167

MARTINA FRANCA - Dopo le polemiche dei giorni scorsi, si sono recati a Bari per discutere del Pirp. Il titolare delle delega ai Servizi Sociali, Tonino Fumarola, l’ingegner Carrieri, l’architetto del Comune, Gianluigi Barnaba, e il consigliere regionale Pentassuglia, assieme a Paolo Laddomada del Comitato di quartiere San Francesco, Nicola Lorusso del Comitato di quartiere Sanità, Lelio Letizia e Marinella Marescotti dell’Osservatorio sulla questione urbanistica, l’altro ieri hanno incontrato l’assessore regionale all’Urbanistica Angela Barbanente per fare il punto della situazione.
Il vicesindaco Fumarola ha chiesto delucidazioni circa la localizzazione degli interventi previsti dal Piano di recupero delle periferie: l’assessore ha spiegato con un esempio (la riqualificazione del quartiere Japigia di Bari) quello che l’Amministrazione comunale di Martina dovrà fare prossimamente per non perdere questo treno. “Il Piano di riqualificazione deve essere realmente efficace - osserva Tonino Fumarola -, ossia avere un impatto radicale sull’area individuata, mettendo in moto non solo i necessari interventi sul patrimonio abitativo pubblico ma anche una serie di processi di riorganizzazione dell’assetto urbanistico che aiuti a superare lo stato di degrado sociale ed economico dell’area stessa”.
L’orientamento dell’Assessorato alle Politiche sociali del Comune è quello di riqualificare la zona 167- quartiere Don Bosco.
Analizzando il bando del 29 giugno 2006 pubblicato sul BURP - si legge in una nota stampa -, risulta evidente che gli ambiti privilegiati di intervento sono rappresentati o dai centri storici o dai quartieri periferici del tipo 167, con caratteristiche di marginalità e degrado. Nel caso di Martina, la zona 167 con caratteristiche di quartiere-dormitorio privo di servizi è quella del quartiere Don Bosco. In un’area simile - prosegue il comunicato - è necessario creare centralità urbana, dotandola di elementi in grado di creare flussi dal centro alla periferia”.

Per quanto riguarda, invece, le zone oggetto di ricorso al Tar (gli alloggi previsti dall’articolo 51) - secondo quanto emerso dall’incontro di Bari - non dovrebbero essere oggetto del Piano, ma altre aree potrebbero soddisfare l’eventuale richiesta di edilizia residenziale pubblica, di realizzazione di servizi e di opere di urbanizzazione, prevedendone l’opportuna integrazione.
A tale scopo e per favorire l’intervento privato - recita ancora la nota -, l’Amministrazione comunale potrebbe eventualmente alzare lievemente l’indice di edificabilità delle aree scelte”.

La titolare della delega all’Urbanistica Barbanente ha ricordato i passi che dovranno essere mossi. L’Amministrazione comunale dovrà innanzitutto votare una delibera che individui l’ambito territoriale in base a criteri di efficacia e, nel caso in cui l’Ufficio tecnico comunale non sia in grado di curare la progettazione, emanare un bando che permetta di reperire le professionalità necessarie alla redazione del Pirp. Lo staff di lavoro subito dopo dovrà svolgere un’analisi sulla situazione fisica e socio-economica e curare la progettazione preliminare del Piano, con il coinvolgimento dei residenti, delle organizzazioni sindacali, degli inquilini, delle associazioni di categoria interessate, delle associazioni e del mondo della cooperazione e del volontariato sociale.
Successivamente attraverso un bando dovranno essere individuati i soggetti privati, poi, la palla passerà al Consiglio comunale che dovrà votare il Piano e infine spetterà al sindaco il compito di inviare alla Regione la richiesta di finanziamento.
L’assessore regionale, infine, ha ricordato che il bando, pur favorendo la partecipazione dei privati, rende centrale il ruolo di progettazione e di pianificazione da parte dell’ente pubblico.

Corriere del Giorno