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Girandola di dirigenti

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Sospesi per una settimana Dell’Erba e Barnaba, rispettivamente a capo dello Sportello Edilizio e del settore Urbanistica. Saranno sostituiti da Nobile e Alemanno, in attesa dell’ok della Corte dei Conti per le convenzioni

MARTINA FRANCA – Al Comune di Martina non c’è mai pace.
L’ultima grana in ordine cronologico è strettamente connessa al mancato rispetto dei parametri stabiliti dal Patto di stabilità, che impedisce, sulla base della Finanziaria varata dal governo Prodi e approvata dalla maggioranza di centrosinistra, agli enti di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto. Le convenzioni, scadute il 31 dicembre scorso, con l’ingegner Vitantonio Dell’Erba, responsabile dello Sportello unico edilizio, del Settore urbanistico e del Suap (Sportello unico attività produttive), e l’architetto Gianluigi Barnaba dell’ufficio Politiche comunitarie, per questa ragione non sono state rinnovate.
Il sindaco Leonardo Conserva, il 5 gennaio, ha firmato i provvedimenti, nominando al loro posto, sino al 12 gennaio, rispettivamente, l’ingegner Rodolfo Nobile, e il segretario generale Alemanno. Il balletto dei burocrati, con 6 dirigenti che si sono avvicendati tra l’Ufficio Urbanistico (Mutinati, Nobile, Dell’Anno e Renna) e lo Sportello Unico Edilizio (Prete, Renna e Ricci), dunque, prosegue.
Anche se in questa circostanza il massimo rappresentante dell’Amministrazione comunale è stato costretto a cambiare per via del mancato rispetto delle regole fissate dal Patto di stabilità. L’Amministrazione comunale ha posto un quesito alla Corte dei conti e nei prossimi giorni approfondirà sotto il profilo giuridico e contabile quanto previsto dal comma 1 della nuova legge, la numero 298 del 27 dicembre 2006, “al fine di verificare - si legge nel decreto sindacale - l’attuale possibilità di prosecuzione del rapporto con i dirigenti, essendo espresso indirizzo del sindaco – ricorrendone i presupposti - quello di continuare ad avvalersi delle professionalità”.
La questione dello sforamento era stata sollevata dalla Corte dei Conti, che ha rilevato che il Comune di Martina non poteva prevedere una spesa di 16 milioni di euro, ma solo 12, cioè 4 milioni in meno, evidenziando, inoltre, che lo stesso “non ha osservato i parametri stabiliti dal comma 141 della legge 266 del 2005 per la spesa in conto capitale, avendo previsto in Bilancio spese di investimento per 23.188.516,00 euro, ben superiore a 12.057.405,24 euro che rappresenta il limite di spesa consentito dal comma 141”. Occorre una variazione di Bilancio per scovare i undici milioni di euro circa necessari a rispettare la delibera della Corte dei conti e a non violare, quindi, il Patto di stabilità. “Si è avverato quanto noi sostenevamo" - afferma il consigliere comunale Anania Chiarelli - l’Amministrazione comunale ha dato prova d’incapacità anche in questa
circostanza.
Avevamo detto che non rispettare il Patto avrebbe significato parecchio: mi chiedo come si faccia a gestire in questo modo l’Ufficio tecnico comunale?
”. Per quanto riguarda, invece, la faccenda delle proroghe, “la Giunta ieri – afferma il sindaco Conserva – ha prolungato sino al 31 gennaio i rapporti con i privati interessati”.

Corriere del Giorno