Il sindaco Conserva lascia Nobile e Alemanno ad occuparsi di Urbanistica ancora per qualche giorno. Ma Anania Chiarelli accusa: «Il settore è nel caos». Dopodomani il Consiglio-fiume: 67 punti all’odgMARTINA FRANCA – L’ingegner Nobile e il segretario generale Alemanno dirigeranno, rispettivamente, l’Ufficio tecnico comunale e il settore Politiche comunitarie sino al 20 gennaio: a confermarlo è stato il sindaco Conserva, che l’altro ieri, scaduto il termine fissato dal suo decreto, è stato costretto ad affidare loro nuovamente gli incarichi. Il Comune, infatti, avendo sforato i parametri fissati dal Patto interno di stabilità, non può più assumere personale, di conseguenza, il primo cittadino all’inizio di gennaio non ha più rinnovato le convenzioni con l’ingegner Dell’Erba e l’architetto Barnaba, che gestivano i due uffici, nominando al loro posto Nobile e Alemanno, in attesa di ottenere dalla Corte dei Conti la risposta al quesito posto.
Secondo il consigliere comunale Anania Chiarelli questa vicenda ha gettato nel caos il settore urbanistico, “che non riesce a dare da giorni più risposte ai cittadini”. Martedì pomeriggio, intanto, è prevista una seduta del Consiglio comunale e ci si domanda se i suoi membri si riuniranno per prendere in esame i 67 punti all’ordine del giorno oppure, come al solito, mancherà il numero legale. I temi in ballo obbligano la maggioranza a non perdere l’appuntamento, ma da queste parti “rimandare” è diventato il passatempo preferito di tutti. Interpellanze che meriterebbero di essere discusse a parte, va affrontata la vicenda sollevata dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti.
Il sindaco prima di Natale ha chiarito tutti gli aspetti della sua proposta finalizzata a rispettare la delibera della Corte e ad operare, quindi, una riduzione della spesa pari a 11.131.110,76 euro, proposta che la massima assise cittadina (chiamata ad approvare una vera e propria variazione di Bilancio) dovrebbe prendere nuovamente in considerazione. Il testo prevede una revisione del Piano triennale delle opere pubbliche, con la cancellazione di diversi finanziamenti che impedirebbe la realizzazione di interventi di importanza fondamentale per lo sviluppo della città che- secondo il sindaco - “costituiscono un obiettivo prioritario nel 2007”. Secondo quanto sostiene Leonardo Conserva, la situazione finanziaria del Comune di Martina resta comunque solida e l’eventuale sforamento del Patto di stabilità comporta solo sanzioni come il divieto di contrarre mutui per gli investimenti, di procedere alle assunzioni del personale e di aumentare la spesa per beni e servizi rispetto a quella dell’ultimo anno in cui è stato accertato il mancato sforamento del Patto di stabilità interno.
Per quanto concerne, invece, la vicenda legata ai compensi dei dirigenti comunali, va ribadito che Simeone, Ricci, Cito, Mutinati e Alberini, ovvero i diretti interessati, hanno replicato alla richiesta, avanzata dal sindaco Conserva, di riduzione della maggiorazione della retribuzione di posizione, sostenendo che “i fondi per la produttività o il risultato di tutti i dipendenti sono fissati per contratto, non possono essere distratti e, ove esauriti nell’anno di riferimento, gli stessi vanno ad impinguare quelli degli anni successivi”; che tutti i Nuclei di valutazione hanno confermato le valutazioni massime positive delle attività per l’efficace raggiungimento degli obiettivi affidati; che accollandosi responsabilità di più settori, “a fronte di una maggiorazione della retribuzione di posizione del 50%”, hanno consentito al Comune di risparmiare addirittura più di mezzo milione di euro in tre anni. Infine, proprio alla luce di questo risparmio che loro dicono di aver generato, hanno chiesto di aumentare del 100% la maggiorazione della retribuzione di posizione.
Corriere del Giorno
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