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Studenti in scena

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Con un testo «nato» alla Leonardo da Vinci
Studenti in scena e la scuola passa dalla realtà al teatro

”Il gioco delle parti” è il titolo dell’atto unico portato in scena ieri sera dal gruppo teatrale dell’istituto tecnico commerciale “Leonardo da Vinci”. Un testo scritto dagli studenti stessi, regia di Gianluca Fumarola. Ieri al Verdi, la rappresentazione che ha visti impegnati, complessivamente, 43 ragazzi e che era annoverato nel progetto “La scuola che vorrei: dalla realtà al teatro”.


Impegnati nella scrittura del testo e nella drammatizzazione, sotto la guida del regista Gianluca Fumarola e delle docenti tutor Mariarosaria Palmieri e Rosangela Scricchiolo, gli studenti Francesco Terracciano, Donato Scialpi, Pierfranco Demita, Alessandro Filomena, Michele Buonfrate, Francesca Notaro, Alessandra Caramia, Donatella Strada, Antonella Bello, Graziana Venza, Loredana Basta, Rossella Neglia, Francesca Zito, Valentina Pilone, Lucia Conte, Alessandra Martino, Federica Ruggirei, Federica Cetrangolo, Serena Nardelli, Donatella La neve, Domenico Colucci. Impegnati nello studio e nella realizzazione delle scene con la guida degli esperti (ingegner Domenico Ricci e architetto Michele Angelini) e del docente tutor Giovanni Scialpi, gli alunni Antonio Ciniero, Maria Ausilia Baratta, Marco Gioiello, Francesca Gironimo, Martino Alessio Marraffa, Stefano Palmisano, Dorella Sforza, Carlo Zito, Cosimo Carbotti, Corrado Caroli, Giovanni Fumarola, Maria Marangi, Marco Miali, Vincenzo Semeraro, Marianna Vassalli, Jasmine Santoro, Italo Cardone, Donatello Chialà, Cosimo Sasso, Sara Dilonardo. Assistenti di scena le alunne Rosanna Lorusso ed Emily Mastrovito.

“Il gioco delle parti”, sottolinea nelle sue note di regia Gianluca Fumarola (in questo lavoro anche attore protagonista) “è un testo metateatrale, che diventa una riflessione del teatro nel teatro. Lo fa andando a cercare la radice del teatro e del personaggio: il doppio. Il gioco delle parti, è un gioco che segue le strade dell’ambiguità”. Scegliere di operare in questa direzione ricorda la responsabile del progetto, Maria Rosaria Pilone insieme al dirigente scolastico Michele Marangi, “significa innanzitutto, riconoscere la necessità di stimolare gli studenti alla scoperta ed alla valorizzazione delle proprie potenzialità espressive, intese come elementi di grande rilevanza nell’instaurarsi di un migliore rapporto con se stessi, con gli altri e con la realtà in cui si vive. In secondo luogo, significa riconoscere l’importanza di coltivare la sensibilità teatrale di ognuno come strumento per affinare l’attenzione verso il mondo che ci circonda fatto di persone, di oggetti e di accadimenti quotidiani. Uno strumento che, se opportunamente coltivato, può certamente contribuire a creare un atteggiamento di ascolto in grado di stimolare, sia sul piano affettivo che su quello cognitivo, un diverso modo di osservare e di vivere la realtà”.

Gazzetta del Mezzogiorno