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Martina ricostruisce il suo passato grazie a Umanesimo della Pietra

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I due numeri del 2005 e del 2006 di “Città e cittadini”, undicesimo e dodicesimo dell’annuario di storia e cultura martinese edito dal Gruppo Umanesimo della Pietra, saranno presentati oggi alle 19.30 in piazza San Francesco da Paola.

Si tratta d’una scelta simbolica. Nell’editoriale del dodicesimo numero Domenico Blasi, coordinatore di Umanesimo della Pietra, si occupa del deplorevole stato nel quale versano i beni immobili di proprietà ecclesiastica.


Riteniamo che almeno in occasione di questo quinto centenario della morte di San Francesco da Paola, celebrato il 2 aprile in tutta Italia, la curia avrebbe dovuto restituire beni come la chiesetta del Monte Purgatorio, della quale ci siamo già occupati nel 1997, e il Convento dei Minimi, fornendo delle proposte concrete rispetto a come questi monumenti possano svolgere un ruolo sociale” dichiara. “Mi sembra assurdo che una curia guidata da un pastore eccellente, aperto ai problemi sociali e alle esigenze del suo popolo, continui a ignorare lo stato di degrado e di oblìo nel quale versano questi monumenti costruiti grazie alla religiosità e all’impegno economico dei martinesi dei secoli passati. Noi che siamo i loro pronipoti aspettiamo un gesto concreto e una proposta da perseguire”.

In 192 pagine, ciascuna delle riviste propone sette saggi inediti che rivelano aspetti, istituzioni e personaggi inediti delle vicende martinesi. Domenico Greco ricostruisce le fasi della finora inedita sollevazione popolare del 1643 e di quella del 1647-48 soffocata nel sangue dal duca Francesco I Caracciolo. Giovanni Liuzzi si occupa delle più antiche memorie della chiesa dello Spirito Santo e della storia dei Gaona, casata del beato Bonaventura. Francesco Semeraro analizza la pittura visionaria di Giovanni Stefano Caramia e svela l’inedita personalità dell’artista Marcello Arnone da Contursi. Christian De Letteris spiega la replica dell’altare maggiore della Collegiata di San Martino in molte chiese di Napoli. Giovanni Borraccesi commenta gli inventari dell’argenteria dei duchi Caracciolo descrivendo costumi e usi in età barocca, e cataloga gli argenti liturgici della Confraternita di Sant’Antonio da Padova. Domenico Carriero si occupa di povertà ed emigrazione nella Martina del primo Novecento. Oronzo Carbotti pubblica un atto notarile del 1699 sulla dichiarazione d’una “donna libera”. Angelo Carmelo Bello approfondisce le vicende della famiglia Battaglini attingendo a inediti documenti vaticani. Cesare Preti parla del canonico settecentesco Pasquale Magli. Martino Lo Re propone aspetti del locale vernacolo.

Blasi, nell’altro editoriale, parla del bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini, ignorato dall’Amministrazione comunale ma celebrato dalle locali associazioni di mutuo soccorso. “Un legame è la figura del patriota Giuseppe Fanelli, nato a Napoli da famiglia martinese, uno dei mille che sbarcò in Sicilia con Garibaldi e molto intimo di Mazzini”.

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